“Vengo a voi nella gioia del del Vangelo e con l’animo dell’umile servo della Vigna del Signore, desideroso di spendere la mia vita per voi e con voi, al servizio di Cristo e della Sua Chiesa”. Sono le parole che mons. Michele Autuoro, arcivescovo eletto di Benevento, rivolge al popolo di Dio che è in Benevento, nel suo primo saluto.
“Giungo in mezzo a voi in punta di piedi, per conoscere, amare e servire questa Chiesa particolare, Sposa di Cristo, che il Successore di Pietro mi affida perché me ne prenda cura con cuore di padre e di pastore”, scrive il presule.
“Guidati dalla luce del Vangelo e camminando insieme, ciascuno secondo i doni ricevuti, continueremo a prendere il largo e a gettare le reti sulla Parola del Signore – afferma mons. Autuoro -. Pur nel tempo complesso e segnato da profondi cambiamenti che stiamo vivendo – quel ‘cambiamento d’epoca’ che Papa Francesco ci ha spesso richiamato – non dobbiamo lasciarci vincere dalla paura o dallo scoraggiamento. La Chiesa vive per annunciare Cristo, per continuare la Sua missione di salvezza e per testimoniare al mondo la speranza che non delude”.
L’arcivescovo eletto di sente consolato e incoraggiato nel sapersi “successore dell’amato martire San Gennaro, primo vescovo di questa Chiesa”, alla cui intercessione affida il suo ministero episcopale.
Dopo un pensiero a saluto al suo predecessore, l’arcivescovo Felice Accrocca, e all’amministratore diocesano, mons. Francesco Lampietro, mons. Autuoro rivolge un saluto a presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, seminaristi e a tutti i fedeli laici: “A ciascuno giunga la mia vicinanza spirituale nell’attesa gioiosa di iniziare insieme un comune cammino di fede, di comunione e di testimonianza evangelica. Avrei previsto di iniziare il mio servizio la sera di domenica 28 giugno”.
Un saluto anche alle autorità civili e militari e a tutte le istituzioni della società civile: “Nella distinzione dei ruoli e delle responsabilità, desidero assicurare sin d’ora piena disponibilità alla collaborazione per la promozione della dignità della persona umana e per il bene dell’intera comunità”.
“Con particolare affetto – aggiunge – abbraccio le famiglie, i giovani e i bambini, dono prezioso per la Chiesa e speranza del nostro futuro. Una speciale carezza spirituale desidero riservare ai malati, agli anziani, ai poveri, a coloro che soffrono nel corpo e nello spirito e a quanti vivono situazioni di solitudine, fragilità ed emarginazione”.
Dopo aver affidato il suo ministero episcopale anche “alla materna protezione di Maria Santissima delle Grazie e all’intercessione di San Bartolomeo Apostolo”, mons. Autuoro conclude: “Ho già iniziato a pregare per voi; vi chiedo, con semplicità di pregare per me e di benedirmi, perché possa essere per tutti voi un pastore secondo il Cuore di Cristo”.