(Bruxelles) Unione europea, Ucraina, Canada e una sessantina di Paesi e organizzazioni internazionali ha lanciato lunedì sera da Bruxelles un appello alla coscienza della comunità internazionale per il rientro di tutti i minori ucraini trasferiti con la forza o deportati illegalmente in Russia o nei territori occupati dall’inizio della guerra. Intervenendo al vertice di alto livello della “Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini”, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riafferma la convinzione che ogni bambino strappato alla propria famiglia rappresenti una ferita aperta al cuore dell’umanità: “Decine di migliaia di bambini ucraini rapiti dalla Russia rimangono separati dai loro cari, non ci fermeremo finché ognuno di loro non sarà riunito alla propria famiglia”. Con un nuovo sostegno di 50 milioni di euro, l’Ue intende rafforzare i sistemi di protezione, garantire accesso all’istruzione e promuovere percorsi di giustizia e di guarigione per i circa 20mila minori deportati, secondo le stime della Commissione. Le conclusioni adottate ricordano che la tutela dei più piccoli, in particolare in tempo di guerra, è un “principio fondamentale del diritto internazionale umanitario” e un banco di prova della “credibilità della comunità globale”. Per questo, la Coalizione si impegna a intensificare il tracciamento e il monitoraggio dei minori scomparsi, a sostenere le autorità ucraine e le organizzazioni della società civile che lavorano per il loro ritorno. L’Europa e i partner internazionali puntano su servizi educativi e psicosociali, su forme di accoglienza familiare e comunitaria, e su una giustizia “a misura di minore” che accompagni i traumi subiti e riconosca il diritto alla verità, alla protezione e alla riparazione. Annunciate, infine, nuove sanzioni contro coloro che risultano coinvolti nelle deportazioni e nella militarizzazione forzata dei minori, ribadendo come nulla potrà mai giustificare la violenza sui bambini.