“Linee guida etiche per strutturare la pianificazione anticipata di cura nelle istituzioni e nei servizi ecclesiali”: è il nuovo documento ora sul sito dei vescovi tedeschi che hanno voluto condividere delle riflessioni sul fine vita e su come ci si possa preparare. Viviamo in un sistema tale per cui, si sostiene, nelle fasi finali della vita le esigenze personali vengono compresse in una “opaca interazione” tra interventi medici, tecnici, farmaceutici e infermieristici e considerazioni economiche. Occorre invece dare la possibilità di “riflettere sui propri desideri” relativamente alla fase finale della propria vita, valutarli, verificarli e “documentarli efficacemente per iscritto”. È la cosiddetta “pianificazione anticipata delle cure” (Pac), che va effettuata quando “l’attenzione non è ancora focalizzata esclusivamente sulle decisioni mediche” e quindi è possibile considerare la persona nella sua interezza. Il documento spiega quindi questa “forma di assistenza al paziente” e pone in evidenza gli orientamenti etici fondamentali, improntati alla dignità della persona umana e alla tutela della vita. “La pac perderebbe il suo scopo originario se il solo obiettivo fosse quello di ottenere un modulo, compilato e firmato, per avere informazioni affidabili sul consenso medico al trattamento”, scrive nella prefazione mons. Franz-Josef Overbeck (Essen), presidente della Commissione Fede, che ha elaborato il testo. “Non solo nelle istituzioni gestite dalla Chiesa, ma soprattutto in queste, è essenziale che tale processo consideri la persona nella sua interezza, con i suoi bisogni, preoccupazioni, ansie, ma anche i suoi desideri e speranze e, non ultimo, la sua fede”. Il documento è stato adottato dalla Conferenza episcopale tedesca.