(Bruxelles) “È il momento di passare all’azione”: così l’eurodeputata Irene Tinagli, presidente della commissione speciale del Parlamento europeo sulla crisi abitativa, ha sintetizzato l’esito del meeting ad alto livello organizzato insieme alla Commissione europea sulla crisi delle case nell’Ue. “Dopo un anno e mezzo di analisi, riconoscimento dei problemi e individuazione delle possibili soluzioni”, ha spiegato, “ora sappiamo cosa va fatto: serve fare un passo in più”. Al centro, la richiesta condivisa da istituzioni, industria e società civile di mobilitare risorse per affrontare una crisi che “richiede investimenti enormi”. Nel suo intervento a margine dell’evento che ha riunito stakeholder istituzionali, associazioni e operatori del settore, Tinagli ha insistito sulla necessità di combinare investimenti pubblici e privati, con un ruolo chiave per i bilanci Ue: “Non possiamo fare tutto con risorse pubbliche, ma senza questi investimenti non si va lontano”. In vista del negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale, ha aggiunto: “Tutti gli stakeholder hanno chiesto risorse dedicate per progetti abitativi, per aumentare l’accessibilità nelle città e nelle regioni”. Secondo l’eurodeputata, l’obiettivo della strategia europea dev’essere quello di riportare il mercato “a dinamiche più funzionali”, con un focus su famiglie e studenti. Proprio questi ultimi, ha sottolineato, sono tra i più penalizzati: “Non ne parliamo abbastanza, ma rappresentano il futuro dell’Unione. Se non possono pianificare gli studi o cogliere opportunità di lavoro perché non trovano un alloggio accessibile, li stiamo di fatto escludendo”.