“Una rivincita della bellezza sull’arroganza e la violenza criminale. In questa giornata il pensiero è rivolto a Giancarlo Siani, a Matilde Sorrentino, a Luigi Staiano, Luigi Cafiero, Raffaele Pastore e alle tante vittime innocenti della violenza mafiosa del clan Gionta. Oggi a Torre Annunziata sono in azione le ruspe che abbattono il cemento criminale; ruspe che possono riaccendere la speranza per riscattare un territorio e una comunità di cittadini e cittadine solo se al loro posto sorgerà un luogo di sviluppo diverso che punti sulla sicurezza, bellezza ,legalità ed economia sana”. Così, in una nota, Libera commenta l’inizio della demolizione di Palazzo Fienga, fortino del clan Gionta a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. “La lotta alla camorra continua e dalle macerie di Palazzo Fienga, luogo di morte e di scelte criminali deve rigenerarsi una nuova primavera, restituendo un luogo ai cittadini e cittadine di Torre Annunziata che sia uno spazio verde per l’infanzia dei ‘moschilli’, un luogo di memoria per le vittime innocenti delle mafie, un luogo di testimonianza di una memoria viva – suggerisce Libera -. Perché la memoria fa paura alle mafie: non può essere ingabbiata nel passato, archiviata. Va vissuta nel presente. Un paese senza memoria è un paese senza storia. Un paese senza verità è un paese senza dignità. Ecco che dalle macerie di oggi deve arrivare un chiaro messaggio: mai più violenza criminale, mai più regali alla camorra. Solo in questo modo questo paese può tornare a far sorridere i suoi territori”.