Si è concluso a Bracciano il 54° Consiglio generale dell’Agesci “Vie di fraternità”, tre giorni di lavori che hanno visto la partecipazione di circa 300 delegati da tutta Italia. Al centro, il richiamo alla fraternità come stile concreto di vita e di educazione, sull’esempio di San Francesco, nell’800° anniversario della sua morte. Ad aprire il Consiglio, l’invito di Giorgia Caleari e Fabrizio Marano, Capo Guida e Capo Scout d’Italia a “esercitare un discernimento che ci renda nuovi nell’esercizio della profezia che nasce dall’incontro e prende forma nel nostro confronto aperto e leale”. Una profezia che, come per Francesco, “si rivela nell’incontro con i fratelli e nel servizio ai più piccoli”, nella convinzione che la pace nasca solo da relazioni autentiche. I lavori hanno portato a deliberazioni su temi educativi, metodologici e istituzionali, con il rilancio dell’impegno Agesci nell’educazione alla pace, alla cittadinanza attiva, alla cura del creato e nel cammino associativo maturato attorno ai temi dell’orientamento affettivo e dell’identità di genere, in un contesto sociale segnato da forti polarizzazioni. Particolare attenzione è stata dedicata alla democrazia associativa e all’ascolto dei giovani, oltre al ricordo dei 50 anni dal terremoto del Friuli del 1976, quando oltre 7.500 scout operarono come volontari prima ancora della nascita della Protezione civile. L’ultima giornata si è aperta con la messa e il conferimento del Riconoscimento di benemerenza a Maria Zanolla, “per la vita di servizio donata e il contributo determinante alla crescita educativa e spirituale”, testimoniato anche durante il sisma in Friuli. In chiusura, le parole di Fabrizio Marano, al termine del suo mandato di Capo Scout d’Italia: “La nostra Associazione avvertirà sempre un senso di inadeguatezza davanti alle sfide del presente, ma è un’inadeguatezza feconda”. Il Consiglio generale ha eletto Bruno Guerrasio Capo Scout d’Italia, mentre Francesco Scoppola è stato rinominato Presidente del Comitato nazionale. A suggellare i lavori, l’augurio di don Andrea Turchini, Assistente ecclesiastico generale Agesci, a “partire”, perché “la fraternità si vive solo sulla strada, nel coraggio dell’incontro”. Al termine dei lavori è stato piantumato un albero, donato dal Settore Competenze Agesci Lazio, in memoria degli scout che “ci hanno preceduto alla casa del Padre”.