Trump attacca Leone XIV: mons. Staglianò, “il Papa non ha aerei militari né dazi, ha solo una croce e una lingua che dice basta quando i potenti tacciono”

“Il Papa non ha aerei militari, non ha dazi, non ha azioni in borsa. Ha solo una croce, due occhi che hanno visto le guerre, e una lingua che dice ‘basta’ quando i potenti tacciono”. È uno dei passaggi più incisivi della riflessione con cui mons. Antonio Staglianò, rettore della Chiesa degli artisti e presidente della Pontificia Accademia di teologia, ha risposto agli attacchi del presidente Donald Trump a Papa Leone XIV, in un testo dal titolo “Il re ubriaco e il pastore sobrio”. Per mons. Staglianò, Trump vorrebbe “trasformare la fede in un’arma di partito, il Vangelo in un tweet, la morale in un’udienza da camera ardente”, mentre il Papa “fa il Papa quando dice che il nucleare è una vergogna”. Il teologo individua nella reazione di Trump una rivelazione della propria debolezza: “Non può espellere il Papa, non può licenziarlo, non può metterlo in lista, non può silenziarlo. Allora lo insulta, lo sminuisce, lo chiama ‘debole sul crimine'”. L’appello finale è diretto: “Lasci fare il Papa a chi ha ereditato la fragilità di Francesco, e provi a fare il presidente: non quello che fa ‘grande’ l’America chiudendola in un pugno, ma quello che la fa davvero grande, mettendola in ginocchio davanti al dolore del mondo. Perché un re ubriaco di sé stramazza da solo. Un pastore sobrio cammina anche nel vento”.

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