“Siete una presenza discreta e preziosa, radicata in questa terra, segnata da una storia antica e da luminose testimonianze di fede”. È l’omaggio alla comunità algerina, incontrata nella basilica di Nostra Signora d’Africa, ultimo momento pubblico della prima giornata del Papa in Algeria, che questo pomeriggio ha fatto una sosta nella Grande Moschea di Algeri e visitato, privatamente, il Centro di accoglienza e di amicizia delle suore Agostiniane missionarie di Bab El Oued. “La vostra comunità ha radici molto profonde”, ha detto il Papa rispondendo alle testimonianze ascoltate in basilica: “Siete gli eredi di una schiera di testimoni che hanno donato la vita, spinti dall’amore per Dio e per il prossimo”, ha proseguito citando in particolare i diciannove religiosi e religiose martiri d’Algeria, ”che hanno scelto di stare al fianco di questo popolo nelle sue gioie e nei suoi dolori. Il loro sangue è un seme vivo che non smette mai di dare frutto”. “Siete anche eredi di una tradizione ancora più antica, che risale ai primi secoli del cristianesimo”, ha detto Leone: “In questa terra è risuonata la fervida voce di Agostino di Ippona, preceduta dalla testimonianza di sua madre, santa Monica, e di altri santi. La loro memoria è un richiamo luminoso ad essere, oggi, segni credibili di comunione, dialogo e pace”.