“In un tempo segnato da guerre diffuse, fratture sociali e crisi della convivenza”, la Fondazione Gariwo porta alla Milano Art Week un progetto artistico che prova a ribaltare lo sguardo: “non partire dal male, ma dalla possibilità concreta del bene”. Sarà inaugurata il 13 aprile alle 18 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore l’opera “Davvero verranno i giorni”, dell’artista Irene Dionisio, a cura di Ilaria Bernardi e promossa, coordinata e sostenuta da Gariwo in collaborazione con Associazione Genesi. È la prima grande opera partecipativa costruita a partire dalla rete dei Giardini dei Giusti in Italia e nel mondo. Un progetto che traduce in forma artistica il cuore della missione Gariwo: “dimostrare che anche nelle epoche più oscure esiste sempre uno spazio di scelta e responsabilità individuale”. Alla inaugurazione parteciperanno l’artista insieme al presidente della Fondazione Gariwo, Gabriele Nissim, alla curatrice Ilaria Bernardi e ad alcuni dei rappresentanti dei Giardini dei Giusti coinvolti nell’iniziativa.
Al centro dell’opera, un’installazione site-specific, c’è una bandiera bianca, simbolo universale di tregua e riconciliazione, ma qui radicalmente trasformata: non un oggetto imposto, bensì un’opera cucita attraverso un processo collettivo. L’artista ha attraversato 17 Giardini dei Giusti – da Basiglio a Lampedusa, da Torino a Roma, fino al Monte Stella di Milano – coinvolgendo comunità, studenti, cittadini in un percorso di ascolto, rielaborazione e creazione condivisa. Ogni sezione della bandiera nasce da workshop partecipativi. “L’opera vuole essere un invito alla riflessione sulla fragilità della pace e sulla potenza della solidarietà”, spiega l’artista Irene Dionisio. “La bandiera bianca, tessuta con i contributi di persone incontrate lungo un viaggio simbolico, dà forma a un desiderio universale: ricucire traumi personali e collettivi”. Gabriele Nissim, presidente della Fondazione Gariwo, sottolinea: “Il bene è contagioso e nella storia, a volte, genera trasformazioni impreviste. Un’azione giusta, anche minima, cambia il nostro sguardo sul mondo. Nei Giardini dei Giusti crescono alberi della speranza: con questa opera vogliamo costruire un simbolo che renda visibile questo patrimonio umano e lo trasformi in un messaggio universale”.