Sono centinaia i detenuti delle carceri campane e i loro familiari che si sono ritrovati, sabato 11 aprile, al santuario di Pompei, per vivere insieme la IX Giornata regionale della misericordia degli istituti penitenziari della Campania. Un momento di preghiera, incontro e speranza che riunisce detenuti, cappellani, volontari e operatori del mondo penitenziario, nel segno della misericordia e della dignità di ogni persona.
La giornata, organizzata dal Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria e dal Centro di Giustizia minorile di Napoli, è iniziata alle 10, nel piazzale San Giovanni XXIII, dove mons. Pasquale Cascio, vescovo delegato della Conferenza episcopale campana (Cec) per la Pastorale carceraria e arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, ha rivolto parole di speranza a tutti i presenti, in questa giornata speciale dedicata al mondo delle carceri, un mondo che, ha detto, “amiamo, perché insieme diventiamo segno evidente che tutti abbiamo bisogno di perdono, non solo i detenuti”. Poi, citando Leone XIV, che proprio il giorno prima aveva detto “non può essere cristiano chi prende la via della violenza”, ha aggiunto: “Oggi, dunque, siamo qui per noi e per gli altri, noi che cerchiamo pace nel cuore e il mondo che cerca la pace. Questa preghiera così intensa la mettiamo nelle mani di Maria che è madre e Misericordia e gioisce quando i suoi figli godono i frutti della pace”.
Poi, l’ingresso in santuario, dove ad accogliere i detenuti e i loro familiari c’era l’arcivescovo di Pompei, mons. Tommaso Caputo, che ha ricordato proprio, come in questo luogo, San Bartolo Longo aveva rimediato ai fallimenti commessi in una gioventù lontana dalla fede, dedicando la sua vita a favore dei bambini poveri, orfani, abbandonati o figli e figlie di carcerati del suo tempo, per i quali fondò istituti e orfanotrofi che offrissero loro amore e accoglienza che la società dell’epoca negò loro.
La celebrazione è stata presieduta da mons. Cascio che, nell’omelia, ha sottolineato come tutti, “quando entriamo in un tunnel di difficoltà, non dobbiamo entrarci disperati, ma rivolgendo la nostra supplica di aiuto a Dio, anche con la paura nel cuore, perché egli ci ascolta e ci risponde. Oggi, infatti, siamo qui per rendere grazie a Dio per tutte le volte che ci ha risposto e ci ha liberato”.
“Che nessuno vada perduto” è il messaggio che ha accompagnato questo appuntamento, al quale erano presenti, tra gli altri, il garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello, e l’incaricato per la Pastorale carceraria della Conferenza episcopale campana e cappellano del carcere “Antonio Caputo” di Salerno, don Rosario Petrone.