“Questo popolo accoglie oggi in lei un Pontefice, un figlio di sant’Agostino e, soprattutto, un fratello”. È il saluto del card. Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, al Papa, durante la visita al Monumento dei martiri ad Algeri, occasione per il primo discorso pubblico, in inglese, di Leone XIV in Africa. “Questo popolo è a immagine del Maqam Echahid, la Memoria dei Martiri, ai piedi del quale vi trovate”, ha proseguito il cardinale: “È fiero come questo monumento che si erge nel cielo di Algeri e allo stesso tempo è gravato dal peso di una storia dolorosa e ferita, sulla quale manca ancora un vero gesto di perdono. Questo popolo è forte della sua giovinezza e allo stesso tempo è segnato dal ricordo dei suoi martiri nelle diverse epoche della sua storia, dal passato coloniale, alla guerra d’indipendenza, fino al decennio di violenza degli anni 1990-2000. È un popolo incredibilmente resiliente, giovane, variegato, assetato di incontri e la cui ospitalità non ha più bisogno di essere dimostrata”. “Fin dalla sua elezione, l’Algeria attendeva la visita di colui che si era presentato come figlio di sant’Agostino e si preparava ad accoglierla come un figlio del Paese”, ha concluso Vesco, definendo la visita papale di oggi – la prima volta di un Papa in Algeria – “un sogno”.