Nella festa della Domenica della Divina Misericordia nella cattedrale di Rossano una celebrazione liturgica, presieduta dall’arcivescovo Maurizio Aloise, durante la quale il presule ha consegnato ufficialmente gli statuti definitivi dei Gruppi di preghiera mentre i membri hanno rinnovato il loro impegno attraverso l’atto di consacrazione. Nell’omelia, mons. Aloise ha richiamato il significato della Domenica della Divina Misericordia, ricordando che il Vangelo presenta “i discepoli chiusi nella paura”, trasformati dall’incontro con Cristo Risorto che “porta pace e perdono” ed ha invitato ad aprire il cuore alla misericordia di Dio, “che non si stanca mai di cercare l’uomo”. Rivolgendosi poi ai gruppi – presenti in molte parrocchie della diocesi – ha indicato la loro missione di essere “segni di speranza, pace e riconciliazione”: “la vostra devozione alla Divina Misericordia non può ridursi a un semplice sentimento: essa deve affondare le sue radici nel Vangelo, essere custodita dalla Tradizione viva della Chiesa ed essere vissuta in piena comunione ecclesiale”. Per mons. Aloise “‘nell’insegnamento degli apostoli’ significa lasciarsi formare dalla Parola di Dio, accolta nella Chiesa e interpretata dal suo Magistero perché la misericordia che annunciate sia autentica, solida e veramente evangelica”. In comunione con la preghiera universale del Papa durante la messa una supplica per la pace e la fine dei conflitti. L’arcivescovo ha ricordato che la pace nasce da misericordia, perdono e riconciliazione ed ha invitato a non restare indifferenti davanti alle sofferenze della guerra. Il decreto che ha portato alla consegna degli statuti dei gruppi di preghiera della Divina Misericordia nella diocesi di Rossano-Cariati – dice al Sir l’assistente ecclesiastico, don Clemente Caruso – è “il frutto di un cammino lungo. Un tempo di Grazia che ha visto, attraverso la diffusione del culto, la nascita dei gruppi di preghiera all’interno delle comunità parrocchiali. Tre anni fa mons. Aloise emanò il decreto di uno statuto ad exsperimentum della durata di un triennio e diede incarico a me come assistente spirituale ed alla Sig.ra Maria Guida, come responsabile diocesana dei gruppi, con il compito di accompagnare i primi passi della nascente associazione. Come parte integrante all’interno della consulta delle aggregazioni laicali abbiamo iniziato ad operare nelle attività e nelle iniziative pastorali della diocesi”. “Oggi – conclude don Caruso – viviamo un momento di particolare benevolenza, reso ancora più prezioso dalla fiducia che la nostra Chiesa diocesana ci manifesta. Siamo consapevoli del peso dell’incarico che ci viene consegnato, ma allo stesso tempo confidiamo che l’amore di Dio, discreto e potente, sappia orientare anche le nostre fragilità, trasformandole in occasioni di crescita per le persone e per la vita della Chiesa”.