Iran: vescovi Usa, “un appello accorato a tutte le parti perché la diplomazia riacquisti il suo ruolo”

“Il conflitto in crescita rischia di sfociare in una guerra regionale più ampia”. Con queste parole mons. Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb), ha chiesto agli Stati Uniti, all’Iran e all’intera comunità internazionale di tornare al dialogo e di percorrere ogni strada verso una pace giusta e duratura. Facendo proprie le parole di Papa Leone XIV – che all’Angelus di ieri ha invitato a fermare “la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile” e a promuovere “il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia” – il presule ha rivolto “un appello accorato a tutte le parti coinvolte perché la diplomazia riacquisti il suo ruolo” e ha chiesto “una cessazione della spirale della violenza” e un ritorno al “coinvolgimento diplomatico multilaterale”. Mons. Coakley ha quindi invitato “i cattolici e tutti gli uomini di buona volontà a continuare le ardenti preghiere per la pace in Medio Oriente, per la sicurezza delle truppe e degli innocenti”, affidando il mondo all’intercessione di Maria, “Regina della pace”.

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