(Roma) Si è svolta oggi alla Domus Mariae di Roma la tavola rotonda della seconda giornata del XLVI Convegno Bachelet, che ieri ha aperto le celebrazioni per i cento anni dalla nascita di Vittorio Bachelet, docente, già presidente dell’Azione cattolica italiana e vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, assassinato dalle Brigate rosse il 12 febbraio 1980 all’Università La Sapienza di Roma. Maria Grazia Vergari, già vicepresidente nazionale Ac per il settore Adulti, ha ricordato “lo sguardo attuale, lucido, libero ed ecclesiale di Bachelet” nell’attuare il Concilio all’interno dell’Azione cattolica. Bachelet – ha osservato Vergari – invitava a “stare dentro la storia e dentro le sfide antropologiche dell’uomo e a ritrovare il coraggio dell’identità, riconoscendo i tempi di crisi, ma sapendo stare in mezzo alla gente e interpretare le domande del presente”. “Oggi la sfida è già associarsi, costruire ponti e occasioni di dialogo, recuperare la cura dei legami intergenerazionali. Bachelet comprese che l’Ac dovesse rinnovarsi, recuperando un radicamento spirituale”. Figura che ha saputo edificare processi senza eluderne le fatiche, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione, Bachelet ha esortato a “mettere al centro al formazione, per rendere i laici testimoni credibili nella società contemporanea, e a custodire l’unità nella pluralità, cercando l’ascolto, il dialogo e la rete”.

(Foto Azione cattolica italiana)
Ilaria Vellani, già direttore dell’Istituto per lo studio dei problemi sociali e politici Vittorio Bachelet, ha illustrato il senso della scelta religiosa dell’Azione cattolica: “È un elemento di identità dell’associazione, una delle radici del nostro modo di pensare da sessant’anni a oggi”. La scelta religiosa “ha implicato la fine del collateralismo tra l’associazione e la politica, ma mai si è abdicato alle responsabilità personali. Ha permesso di rendere leggera la Chiesa dal potere, cercando di ricondurre alla vita associativa ciò che c’è di essenziale”. “Bachelet – ha ricordato Vellani – sottolineava con coraggio che la scelta religiosa è nata come il Concilio, dai cambiamenti profonde della società italiana, ed essa ha dato all’associazione una spiritualità che ha trasformato la nostra postura nella Chiesa e nel mondo”.
Tre le sollecitazioni che la scelta religiosa offre a ciascuno e all’Azione cattolica individuate infine da Vellani: “Ci interroga sulla leggerezza di cui la Chiesa ha bisogno e sui pesi che oggi ci impediscono di sentire il cuore pulsante del Vangelo; ci suggerisce di lavorare sul valore della prassi democratica come elemento di formazione, e sulla dimensione di popolarità dell’associazione”.