Morte del piccolo Domenico: p. Tortorella (cappellano Monaldi), “la testimonianza di questa madre è già un seme di speranza”

(Foto ANSA/SIR)

“È morto tra le lacrime dei genitori e dei medici che gli erano accanto. È stato un momento molto duro”. Padre Alfredo Tortorella, cappellano dell’ospedale Monaldi di Napoli, racconta al Sir le ultime ore accanto alla famiglia del piccolo Domenico, il bambino di due anni e mezzo deceduto questa mattina dopo quasi due mesi di ricovero in terapia intensiva, a seguito del trapianto di cuore fallito lo scorso 23 dicembre. Al capezzale era presente anche il card. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, che ha amministrato l’estrema unzione. “Stamattina ero con la mamma del bambino dalle 7.45 — racconta p. Tortorella —. Ho avvisato l’arcivescovo Battaglia, il quale ha procrastinato i suoi appuntamenti per venire. Nel giro di mezz’ora è arrivato dalla curia”. Sul dibattito pubblico delle ultime settimane, il cappellano è netto: “Non si può parlare di accanimento terapeutico quando non c’è, perché non è etico né morale”. Ricorda poi la forza della madre, Patrizia: “Ha ripetuto più volte: ‘Voglio che mio figlio non sia dimenticato'”. E conclude: “Bisogna risorgere. Come comunità, come Chiesa. La testimonianza di questa madre, il suo desiderio che Domenico non venga dimenticato, è già un seme di speranza”.

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