L’arcivescovo di Corrientes, mons. José Larregain, nel corso di un’intervista televisiva, i cui contenuti sono stati riportati dall’agenzia Aica, ha lanciato un forte allarme sulla drammatica situazione della tratta di esseri umani in Argentina, a partire dai dati ufficiali, decisamente allarmanti: più di 7.500 denunce per tratta di esseri umani tra il 2020 e il maggio 2024, secondo i dati del Ministero della Giustizia.
Tra i reati segnalati figurano lo sfruttamento lavorativo e sessuale, l’abuso di minori, il reclutamento di minori, la riduzione in schiavitù e le sparizioni forzate. In particolare, la provincia di Corrientes è in cima alla lista delle giurisdizioni con il maggior numero di denunce. Mons. Larregain ha sottolineato che questi dati riflettono “una realtà molto triste e dolorosa”, che si ripete in tutto il mondo, ma che in Argentina ha una manifestazione particolarmente grave. “Nella Commissione episcopale per i migranti e gli itineranti lavoriamo specificamente nel campo della tratta e quello che vediamo è una crisi profonda”, ha affermato.
Durante la trasmissione del programma, un video ha mostrato la testimonianza di Catalina, nonna di Loan Peña, il bambino recentemente scomparso da Corrientes, con grande clamore, anche a livello nazionale. La nonna ha dichiarato l’esistenza di una pratica sistematica di vendita di bambini nella zona: “I bambini venivano venduti per 5.000 pesos o 5 milioni, non importa. Era una cosa normale per molti”, ha raccontato tra le lacrime. “Questa testimonianza commuove il cuore. Si tratta di un reato e deve essere indagato. La giustizia deve agire. La normalizzazione di queste pratiche è parte del problema. Non possiamo guardare dall’altra parte”, ha affermato il vescovo, il quale ha annunciato che il 13 giugno celebrerà una messa nel suo paese, “per chiedere luce e verità”.