Giubileo 2025: mons. Zani (Santa Sede), “lavoreremo a recupero e valorizzazione di produzioni audiovisive e fotografiche realizzate dalla Pontificia opera di assistenza”

“Con la Fondazione Mac lavoreremo ad un progetto di recupero e valorizzazione delle produzioni audiovisive e fotografiche realizzate dalla Pontificia opera di assistenza a documentazione dell’enorme sforzo assistenziale compiuto dalla Santa Sede negli anni della guerra mondiale e nel periodo postbellico. Una documentazione quasi del tutto sconosciuta che merita di essere riscoperta e valorizzata e soprattutto portata alla disponibilità degli studiosi di tutto il mondo. Nell’anno del Giubileo che coincide anche con l’ottantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale ci è sembrato questo un modo per onorare ancora di più l’importante e urgente missione culturale verso le fonti audiovisive che così autorevolmente pontefici di ieri e di oggi ci hanno invitato a perseguire”. Lo ha annunciato questa mattina mons. Angelo Vincenzo Zani, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, intervenendo a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata italiana presso la Santa Sede, all’evento “I Giubilei del ‘900 e la cultura visuale” per la presentazione dei webdoc “I Giubilei mediatici”.
“I Giubilei – ha osservato – sono stati degli straordinari momenti di accelerazione del rapporto della Santa Sede e la moderna cultura mediatica di massa, occasioni di sperimentazione, talvolta di scontro con il sistema dei media; più spesso di innovazione e ricerca di nuovi modi di presentare e diffondere nel mondo la missione della Chiesa”. Lodando il “meticoloso lavoro di ricerca condotto anche negli archivi vaticani” per produrre i quattro capitoli de “I Giubilei mediatici”, mons. Zani ha sottolineato che “tutto questo ci responsabilizza ancora di più verso l’antica intuizione di Giovanni XXIII con cui si invitava la Santa Sede a convogliare energie intellettuali e tecniche e a immaginare forme e strutture per salvaguardare e valorizzare la memoria audiovisiva del cattolicesimo”. Il vescovo ha poi ricordato che “l’odierno cinema vaticano si trova esattamente in quella che era stata l’antica cappella della clinica delle suore di San Carlo di Nancy, che Pio XII in tempo di guerra aveva adibito a quartier generale per dispiegare al mondo la sua cosiddetta ‘crociata di carità’”. Quanto fu efficace lo testimoniano anche “le più di 2.200.000 di lettere pervenute al Papa e alla Santa Sede nel periodo bellico, tutte catalogate una per una”.

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