“Pensare a una consistente riduzione, se non proprio al totale condono, del debito internazionale, che pesa sul destino di molte nazioni”. Nel messaggio per la Giornata mondiale della pace, il Papa riprende l’appello lanciato da San Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del 2000, come prima azione per “ridare dignità alla vita di intere popolazioni e rimetterle in cammino sulla via della speranza, affinché si superi la crisi del debito e tutti possano ritornare a riconoscersi debitori perdonati”. “Riconoscendo il debito ecologico, i Paesi più benestanti si sentano chiamati a far di tutto per condonare i debiti di quei Paesi che non sono nella condizione di ripagare quanto devono”, l’appello di Francesco, secondo il quale “perché non si tratti di un atto isolato di beneficenza, che rischia poi di innescare nuovamente un circolo vizioso di finanziamento-debito, occorre, nello stesso tempo, lo sviluppo di una nuova architettura finanziaria, che porti alla creazione di una Carta finanziaria globale, fondata sulla solidarietà e sull’armonia tra i popoli”.