L’intelligenza artificiale come opportunità da governare senza smarrire la centralità della persona umana. È il tema al centro dell’incontro dedicato alla presentazione dell’enciclica di Leone XIV “Magnifica Humanitas. Sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, svoltosi ieri nell’Aula magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista”, in collaborazione con l’Accademia internazionale dell’Ordine di San Lazzaro. Ad aprire i lavori è stato il preside della Facoltà, don Vito Impellizzeri, che ha definito il documento pontificio “un contributo alla costruzione della città degli uomini” e “un vero passo di dottrina sociale”, sottolineando la sintonia della Facoltà con il magistero e lo stile di governo di Leone XIV. Nel corso del dibattito sono stati affrontati gli effetti dell’intelligenza artificiale nei diversi ambiti della vita sociale e professionale. Il procuratore regionale della Corte dei conti per la Sicilia, Pino Zingale, ha richiamato l’attenzione sul ruolo insostituibile della persona nell’amministrazione della giustizia: “Il libero convincimento del giudice non potrà mai essere dell’intelligenza artificiale”, perché gli algoritmi non sono in grado di cogliere tutti gli elementi propri dell’esperienza umana. Sulla stessa linea il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, che ha evidenziato la necessità di mantenere “una riserva di umanità” capace di garantire una giustizia realmente equa anche nell’era delle nuove tecnologie.
Tra i contributi più significativi, quello dell’avvocato Antonino Caleca, dell’Unione giuristi cattolici di Palermo, che ha approfondito il concetto di “bene comune” proposto dal Pontefice, destinato, a suo giudizio, ad assumere un ruolo sempre più rilevante nella riflessione giuridica contemporanea.
L’incontro ha riunito inoltre competenze provenienti dal mondo della medicina, del diritto amministrativo e dell’avvocatura.