Terra Santa: card. Pizzaballa, “non fissarsi sul male, il Regno cresce anche nelle situazioni più difficili”

(Foto ANSA/SIR)

“Il male non è capace di distruggere il bene”. È uno dei passaggi centrali della riflessione del card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, sul Vangelo di domani, XVI domenica del Tempo ordinario (Mt 13,24-43), dedicato alla parabola della zizzania e del grano. Nel suo commento settimanale al Vangelo, il cardinale parte da una domanda che “prima o poi ciascuno è costretto a farsi”: come vivere in un mondo in cui bene e male crescono insieme. Secondo Pizzaballa il Vangelo non si concentra sull’origine del male, ma sul modo in cui affrontarlo. La prima “buona notizia”, osserva, è che il male non riesce ad annientare il bene e che la storia dell’uomo continua a essere luogo della presenza di entrambi. Di fronte alla tentazione di eliminare immediatamente ciò che appare negativo, il patriarca richiama la risposta del padrone della parabola, che invita a non sradicare la zizzania per non compromettere anche il grano. “La soluzione più ovvia e veloce è eliminare il male, escluderlo, cercare un mondo dove non esista più”, afferma Pizzaballa. Ma il Vangelo indica una strada diversa, fondata sulla fiducia nell’azione di Dio, capace di “trarre il bene dal male” e di trasformare situazioni di morte in occasioni di vita. Per il patriarca di Gerusalemme, la chiave di lettura del brano è nel cambio di prospettiva suggerito da Gesù attraverso le parabole del granello di senape e del lievito. Matteo, infatti, inserisce queste immagini tra il racconto e la spiegazione della zizzania per invitare il lettore a non concentrare lo sguardo sul male, ma sulla crescita del Regno di Dio. “Un modo di affrontare la questione del male è spostare lo sguardo”, sottolinea Pizzaballa. Come il granello di senape cresce oltre ogni misura e come il lievito agisce silenziosamente trasformando la pasta dall’interno, così il Regno opera anche quando la sua presenza sembra nascosta o marginale. La riflessione assume una particolare attualità in un tempo segnato da guerre, divisioni e tensioni sociali. Il rischio, evidenzia il cardinale, è quello di lasciarsi dominare dal male fino a non vedere più i segni del bene che continuano a germogliare nella storia. Il Vangelo, invece, invita a guardare alla forza del Regno e alla logica di Dio, che “mette in campo ogni mezzo perché la vita di ogni uomo cresca, diventi buona e porti frutto”.

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