Con la diminuzione delle violenze registrata nelle ultime settimane, la missione delle Nazioni Unite Unifil ha intensificato le proprie attività a sostegno delle popolazioni del sud del Libano, pur continuando a monitorare il rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Sebbene permangano violazioni della tregua, il miglioramento del quadro di sicurezza ha consentito ai peacekeeper di ampliare gli interventi a favore delle comunità locali, facilitando l’accesso umanitario, mantenendo i collegamenti tra le parti e contribuendo alla ripresa delle aree maggiormente colpite dal conflitto. “La riduzione della violenza ci permette di svolgere con maggiore efficacia il nostro mandato”, le parole riportate sul sito di Unifil della portavoce della missione, Kandice Ardiel, che ricorda la presenza costante di Unifil lungo la Blue Line. Tra gli interventi realizzati figurano la fornitura di attrezzature mediche e materiali per il pronto soccorso all’ospedale governativo di Tibnin e il sostegno alla riparazione delle reti idriche che servono decine di villaggi danneggiati. I caschi blu sono inoltre impegnati nel miglioramento della sicurezza delle vie di accesso ai centri abitati e nel supporto al ripristino di servizi essenziali, come sanità e approvvigionamento idrico, mentre proseguono le operazioni per ridurre i rischi legati agli ordigni inesplosi e ai residuati bellici, che rappresentano ancora una grave minaccia per la popolazione civile, il personale umanitario e le stesse forze di pace. Unifil rinnova infine l’appello a tutte le parti affinché rispettino pienamente gli obblighi previsti dalla Risoluzione 1701, ribadendo l’impegno a collaborare con le autorità libanesi e le comunità locali per favorire il recupero del territorio e contribuire a una stabilità duratura nel sud del Paese.

(Foto Unifil)