Il ciclone Harry, che ha colpito a inizio anno la Sicilia e il Sud Italia, ha distrutto la nave di ResQ – People Saving People, costringendo l’organizzazione umanitaria a interrompere le proprie missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Ma se la nave con cui dal 2020 ResQ ha soccorso e salvato 496 persone si è fermata, ResQ no. Per questo nasce “Insieme torniamo in mare”, la campagna con cui l’organizzazione vuole acquistare una nuova imbarcazione e riportare nel Mediterraneo un presidio civile di ricerca, soccorso e testimonianza.
“Insieme, torniamo in mare” si svilupperà attraverso una serie di iniziative tra cui la social challenge “Mille barchette”, una nave che coinvolgerà la comunità di ResQ e il mondo della cultura e dello spettacolo invitando i sostenitori di ResQ a postare sui social un video in cui viene realizzata una barchetta di carta.
La raccolta fondi sarà affiancata anche da un’asta solidale sulla piattaforma online Charity Stars, che metterà in vendita oggetti simbolici appartenuti alla ResQPeople e strumenti di bordo utilizzati durante le missioni di ricerca e soccorso: dai salvagenti alla bussola, dalle carte nautiche al termometro di bordo, dall’amperometro fino ai manometri della sala macchine. Alcuni di questi oggetti sono inoltre montati su supporti in legno recuperato dai barconi naufragati sulle coste siciliane, lavorato dalla cooperativa sociale Rò La Formichina (Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII).
“ResQ è nata dalla convinzione che salvare una vita non sia una scelta politica, ma un dovere umano e un obbligo sancito dal diritto del mare. Per questo, nel 2020, abbiamo deciso di fare la nostra parte: mettere in mare una nave della società civile per soccorrere chi è in pericolo e testimoniare ciò che accade lungo una delle frontiere più drammatiche del nostro tempo. Oggi quella nave non c’è più. Il ciclone Harry l’ha distrutta, ma non ha cancellato la responsabilità che sentiamo verso le persone che continuano ad attraversare il Mediterraneo rischiando la vita – spiega Luciano Scalettari, cofondatore e presidente di ResQ – People Saving People –. Abbiamo perso un’imbarcazione, non la ragione per cui l’avevamo messa in mare. Ogni giorno in cui ResQ non è presente nel Mediterraneo è un giorno in cui manca una presenza civile capace di soccorrere, testimoniare e affermare un principio semplice: nessuna persona dovrebbe morire perché non ha trovato qualcuno disposto a tenderle una mano. Per questo lanciamo la campagna ‘Insieme, torniamo in mare’. Chiediamo a tutti di aiutarci a ripartire, perché nel Mediterraneo anche poche ore, talvolta pochi minuti, possono fare la differenza tra un salvataggio e una strage e noi vogliamo tornare al più presto a fare la differenza”.
Leone XIV, con la visita a Lampedusa, ha scelto di richiamare l’attenzione sul luogo simbolo della frontiera mediterranea e di rendere omaggio alle vittime del mare. È un appello che ResQ traduce ogni giorno in un impegno concreto: essere presente in mare, soccorrere chi è in pericolo e continuare a testimoniare ciò che accade alle porte dell’Europa.