Ebola: Cuamm, allarme in Congo e Uganda, massima allerta e sostegno al governo ugandese

(Foto Cuamm - Medici per l’Africa)

L’epidemia da Ebola in Repubblica Democratica del Congo e Uganda e dichiarata “emergenza” dall’Oms il 15 maggio scorso, ha avuto origine nella provincia di Ituri, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Il focolaio è causato dal virus Ebola Bundibugyo, per il quale al momento non esistono vaccini approvati né trattamenti specifici, diversamente dal più diffuso ceppo Zaire. Lo ricorda il Cuamm (Medici per l’Africa) che si dicono preoccupati. “Come Cuamm siamo presenti in Uganda e la nostra allerta è massima”, si legge in una nota firmata da don Dante Carraro. Per quanto riguarda l’Uganda, ad ora nella capitale Kampala sono stati “confermati” in laboratorio due casi di infezione da virus Ebola Bundibugyo. Entrambi riguardavano persone recentemente provenienti dalla provincia di Ituri ed uno dei pazienti purtroppo è deceduto. Mentre la situazione più acuta resta quella del Congo, dove purtroppo si parla di 177 decessi e quasi 750 casi sospetti, la situazione in Uganda è stabile ma resta elevato il rischio per il paese di ulteriori casi importati a causa della porosità delle frontiere, degli intensi scambi commerciali e dei movimenti di popolazione tra Uganda e RDC, informa l’organizzazione. “Ecco perché – spiega il sacerdote – come Cuamm diventa di fondamentale importanza essere vicini al Governo ugandese, insieme ai partner nazionali e internazionali, nell’attivazione delle misure di sorveglianza epidemiologica, tracciamento dei contatti, screening ai punti di ingresso, gestione dei casi, comunicazione del rischio e rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni”. Nello specifico “ci stiamo attivando dove siamo presenti”, nella regione del Karamoja presso gli ospedali di Matany e Moroto e nella regione di Lango presso l’Ospedale di Aber: “Stiamo rafforzando la fornitura di dispositivi di protezione individuale e materiali per la prevenzione e il controllo delle infezioni (guanti, mascherine, occhiali protettivi), potenziando la formazione degli operatori sanitari (per la corretta individuazione dei casi e l’applicazione delle linee guida) , potenziando la comunicazione del rischio e il coinvolgimento della comunità con distribuzione di locandine informative e messaggi radiofonici anche in lingua locale”. Il Cuamm sottolinea che nella propria attività “purtroppo” ha affrontato situazioni “drammatiche” legate ad Ebola, dall’Angola alla Sierra Leone.

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