Papa ad Acerra: in piazza Calipari, “il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze”

(Acerra) L’espressione Terra dei fuochi “non fa giustizia al bene che c’è e che resiste, ma che ha certamente facilitato una presa di coscienza diffusa della gravità del malaffare e dell’indifferenza che ha lasciato spazio ai crimini”. Lo ha detto il Papa, nel suo secondo discorso ad Acerra, in piazza Calipari, dove ha incontrato la cittadinanza. “In questo territorio, la vita c’è e contrasta la morte; la giustizia esiste e si affermerà”, l’omaggio di Leone XIV, secondo il quale “occorre scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte”. “C’è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi, nel rimandare le decisioni necessarie e coraggiose”, il monito: “Il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita!”.

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