(da Acerra) “Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema, luoghi, storie e memorie”. Lo ha detto il Papa, nel suo primo discorso ad Acerra, in cattedrale. “Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità”, ha spiegato: “Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”. “La morte sembra essere dappertutto, l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito”, la denuncia dell’attualità sulla scorta della “grandiosa visione” del profeta Ezechiele, nel brano delle ossa inaridite. “Però, se tu ci interroghi, ‘Potranno queste ossa rivivere’, noi crediamo e diciamo: ‘Signore Dio, tu lo sai!’. Tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire. Tu sai cambiare il lutto in gioia”. “Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’, pur denunciando un paradigma di morte, ha chiaramente annunciato il silenzioso irrompere della vita nuova”, ha osservato Leone XIV, che si concretizza in una “ostinata resistenza di ciò che è autentico”, in mezzo alla civiltà tecnologica. “Siate testimoni di questa ostinata resistenza che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita”, la consegna per la gente di Acerra.