Strage di Capaci: mons. Lorefice (Palermo) a “Parola di Vita”, “chi è mafioso non si può arrogare il titolo di essere un uomo di fede”

“Palermo è stata capace di rinascere” perché “alcune persone sono stati radicali sulla via della giustizia e della legalità e dell’amore alla città”. In occasione della Giornata della legalità e del 34° anniversario della strage di Capaci – in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini di scorta – a dirlo è mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, in un’intervista al settimanale della diocesi di Cosenza-Bisignano, “Parola di Vita”, realizzata ieri a Cosenza da Fabio Mandato e che verrà pubblicata integralmente sul prossimo numero del giornale. “Il sangue versato in quegli anni – per il presule – non può che responsabilizzarci” e “ci chiama a essere soci nel pensare una città liberata da ogni struttura di male”. Per mons. Lorefice, “chi è mafioso assolutamente non si può arrogare eventualmente il titolo di essere un uomo di fede”, perché “il cristianesimo è l’esatto contrario di ogni forma di violenza e di sopraffazione”.

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