Diocesi: Milano, “La via della bellezza”. Giovani guide per le visite alle chiese della città. Con le Olimpiadi turisti stranieri

“Il nostro ruolo è quello di accompagnare chi entra in chiesa. Facciamo quello che chiamiamo un ‘annuncio’ e chi vuole sapere qualcosa in più sul luogo, dal punto di vista artistico, ci ascolta. A Milano siamo nelle chiese più importanti ma anche in quelle poco conosciute e nel periodo dei Giochi olimpici ci impegniamo a raccontarne alcune tra le più belle della città: Santa Maria presso San Satiro, San Giorgio al Palazzo, San Lorenzo e Sant’Eustorgio, sull’asse di via Torino per arrivare in Corso di Porta Ticinese”. A spiegare cosa significhi essere parte del progetto “La via della bellezza”, l’iniziativa ideata e organizzata dai servizi diocesani di pastorale giovanile e di pastorale universitaria delle diocesi di Lombardia, per il tramite di Odl (Oratori diocesi lombarde), con il contributo della Regione, al fine di formare giovani volontari, è Matilde Piardi 24 anni, laureata da poco in Scienze dei beni culturali presso l’Università degli Studi. Accanto a lei Giulia Caria che, invece, ha appena iniziato lo stesso corso nell’ateneo milanese.
“Mi piace in modo particolare che ‘La via della bellezza’ sia anche un modo di approcciarsi a diverse culture e tipologie di persone. Con le Olimpiadi, poi, giungono da noi appartenenti a tante realtà nazionali – con una platea planetaria –, quindi è significativo e, secondo me, mi farà crescere poter avvicinare gente di culture differenti, che vengono da lontano, parlando, magari, inglese”. “Sicuramente è una opportunità unica”, aggiunge Matilde. “Tutte le persone si sorprendono della gratuità di questo progetto. Se a Milano ormai non c’è quasi più nulla di gratuito, nemmeno nell’ambito dell’arte, a noi piace, invece, svolgere questo servizio in modo gratuito perché chiunque ne possa usufruire. L’arte deve essere di chiunque e sarebbe bello che progetti simili potessero essere esportati in altre città dell’Europa. Mi piacerebbe, ad esempio, andare a Parigi e magari trovare, nelle diverse chiese, qualcuno che mi possa offrire lo stesso progetto che io vivo nella basilica di San Satiro, dove, ogni sabato pomeriggio, sono davvero tanti i visitatori”.

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