“I bambini non fanno nulla di sbagliato nascendo negli Stati Uniti. Eppure questo ordine esecutivo li renderebbe apolidi. Privare un bambino innocente della cittadinanza a causa dello status migratorio dei genitori sarebbe una punizione oltraggiosa”. Con queste parole la Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb) ha depositato un documento amicus curiae davanti alla Corte Suprema, chiedendo ai giudici di bocciare l’executive order 14160 firmato da Donald Trump il 20 gennaio 2025, che escluderebbe dalla cittadinanza americana i figli di persone prive di titolo legale di soggiorno o titolari di permessi temporanei. Nel documento, i vescovi affermano che la questione “non riguarda solo lo status di cittadinanza o il XIV emendamento”: è “la questione se la legge affermerà o negherà l’eguale valore di chi nasce nella nostra comunità”. L’Usccb richiama l’insegnamento della Chiesa sulla dignità inalienabile di ogni persona e cita l’esortazione apostolica Dilexi te di Papa Leone XIV sull’accoglienza dei migranti. I presuli avvertono che abolire lo ius soli porterebbe, entro il 2045, a 2,7 milioni di nuovi residenti privi di status giuridico, costretti a scegliere “tra essere per sempre una sottoclasse o migrare verso un Paese che non hanno mai conosciuto”. La Corte Suprema discuterà il caso il 1° aprile.