Santa Sede: nuovo statuto della Pontificia Accademia per la vita

“Studiare, in un’ottica interdisciplinare, i problemi riguardanti la promozione e la difesa della vita umana; formare ad una cultura della vita – per la parte che le è propria – attraverso opportune iniziative e sempre nel pieno rispetto del Magistero della Chiesa; informare in maniera chiara e tempestiva i responsabili della Chiesa, le varie istituzioni di scienze biomediche e delle organizzazioni socio-sanitarie, i mezzi di comunicazione e la comunità civile in genere, sui risultati più rilevanti delle proprie attività di studio e di ricerca”. Sono i compiti della Pontificia Accademia per la vita, elencati nel nuovo Statuto, diffuso oggi. Il presidente, nominato dal Papa, “rimane in carica per il periodo indicato nel biglietto di nomina e può essere riconfermato nell’incarico”, vi si legge. Oltre agli organi direttivi, l’attività dell’Accademia dispone anche di un Ufficio centrale, che ha sede in Vaticano ed è strutturato in due sezioni: la sezione scientifica e la sezione tecnico-amministrativa o Segreteria. I membri ordinari possono raggiungere un numero massimo di settanta, e sono nominati per un quinquennio dal Santo Padre, “sentito il parere del Consiglio direttivo, in base ai loro titoli accademici, a provata serietà e competenza professionale, al fedele servizio a difesa e promozione del diritto alla vita di ogni persona umana”. Al termine del quinquennio, possono essere riconfermati per successivi mandati fino al compimento dell’ottantesimo anno di età. Partecipano all’Accademia anche giovani ricercatori, con l’età massima di 35 anni. Lo Statuto fornisce inoltre precise indicazioni per gli Accademici, “scelti, senza alcuna discriminazione religiosa, fra le personalità ecclesiastiche, religiose e laiche appartenenti a diverse nazionalità, esperti nelle discipline attinenti alla vita umana”. I nuovi Accademici si impegnano a “promuovere e difendere i principi circa il valore della vita e della dignità della persona umana, interpretati in modo conforme al Magistero della Chiesa” e la loro qualifica “può essere revocata, secondo la procedura prevista dal Regolamento proprio dell’Accademia, nel caso di una pubblica e deliberata azione o dichiarazione palesemente contraria a detti principi, oppure gravemente offensiva della dignità e credibilità della Chiesa cattolica e della stessa Accademia”. “Incarichi politici istituzionali, nel proprio Paese o all’estero, non sono compatibili con la nomina e l’esercizio dell’ufficio di Membro della Pontificia Accademia per la vita”, si legge ancora nello Statuto: “qualora un membro dell’Accademia assuma un tale incarico, è sospeso dalle sue funzioni accademiche, né può avvalersi pubblicamente del titolo di membro della medesima Accademia, fino al termine di tale incarico politico istituzionale”.

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