Senza dimora: Com. Sant’Egidio Lecce, in serata messa in cattedrale in memoria di Modesta Valenti con mons. Panzetta

Una liturgia eucaristica per ricordare Modesta Valenti e tutti i senza fissa dimora morti per il freddo e per la durezza della strada si terrà in serata, nella cattedrale di Lecce, presieduta dall’arcivescovo Raffaele Panzetta. L’appuntamento è promosso dalla Comunità di Sant’Egidio della città. Il ricordo di Modesta Valenti non è mai stato, per la Comunità di Sant’Egidio, una semplice ricorrenza sul calendario, ma un momento “prezioso per non dimenticare e per creare una cultura inclusiva, solidale e attenta al prossimo”, spiega una nota. Quel 31 gennaio 1983, alla Stazione Termini di Roma, il rifiuto di soccorrere Modesta, una donna di 71 anni perché “sporca” segnò “il confine tra l’umanità e l’indifferenza”. Da quel giorno, Modesta è diventata “la madre e la sorella di tutti coloro che la città non vuole vedere, trasformando il suo nome nel grido di chiunque viva e muoia ai margini”. Durante la celebrazione la “liturgia dei nomi”: “non saranno pronunciate fredde statistiche, ma nomi propri, storie vissute, amicizie nate sui marciapiedi e sotto i portici di Lecce”. Per ogni vita che si è spenta verrà accesa una candela: ogni fiamma sarà “una sfida all’oblio, un modo per dire che nessuno è un numero e che ogni esistenza è preziosa agli occhi di Dio e dei fratelli”. Al termine della celebrazione, il gesto di offrire un fiore a ogni presente servirà a ricordare a tutti la fragilità della nostra condizione umana. Ricordare Modesta significa “tornare a essere umani, riscaldando con il fuoco dell’amicizia chi è rimasto troppo a lungo al freddo dell’indifferenza”.

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