L’arcivescovo di Sarajevo e presidente della Conferenza episcopale, mons. Tomo Vuksic, ha mandato una lettera di congratulazioni a Darijana Filipovic (Unione democratica croata) per la sua elezione a membro croato della Presidenza della Bosnia-Erzegovina. La Presidenza ha tre membri che rappresentano le tre etnie costituenti il Paese – bosgnacchi, serbi e croati – e i cattolici locali sono di etnia croata. Il presule scrive “a nome della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina”, dicendo alla neoeletta che “d’ora in poi rappresenterà i croati, promuovendone e tutelandone i diritti e la dignità”. Mons. Vuksic, dunque, le augura “di avere altrettanto a cuore l’uguaglianza dei diritti e la dignità delle altre persone e degli altri popoli”. Il presule esprime la propria gioia e quelle di tutti i croati perché “come popolo, siamo finalmente usciti da una condizione di dignità politica usurpata, nella quale eravamo stati posti attraverso un’ingiusta e immorale sopraffazione elettorale e l’imposizione di un rappresentante nella Presidenza che, per questo motivo, detto semplicemente, non era il nostro rappresentante”. Il vescovo allude al fatto che finora i bosgnacchi, essendo più numerosi, avevano scelto anche il rappresentante croato. E continua: “Sono lieto anche personalmente, in quanto appartenente al popolo croato, che sia venuta meno la ragione della disobbedienza civile, nella quale, come tutte le persone oneste, per motivi morali ho vissuto per tutto il periodo del cosiddetto ‘Imposto’, comportandomi e pronunciandomi di conseguenza”. Il presidente della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina afferma inoltre “che coloro che finora hanno imposto ai croati i loro rappresentanti hanno finalmente compreso – almeno così voglio credere – che il loro comportamento fino ad oggi era direttamente contrario alla giustizia”. Il suo auspicio, dunque è “che non si verifichi mai più l’imposizione di rappresentanti a nessun popolo” e “prego Dio affinché simili comportamenti diventino per sempre una cosa del passato”. Indicando “la morale e la dignità di ogni popolo” come “valori per i quali vale sempre la pena lottare”, mons. Vuksic assicura il sostegno della Chiesa cattolica a “coloro che agiscono in questo modo”. Il prelato augura alla Filipovic di “svolgere il suo compito attraverso il dialogo e la collaborazione con i rappresentanti eletti dei popoli bosgnacco e serbo nella Presidenza”, ai quali “rivolgo ugualmente le congratulazioni per la fiducia accordata loro dagli elettori dei rispettivi popoli”.