L’escalation in Medio Oriente e le conseguenze sulle rotte attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbero aggravare la sicurezza alimentare di 11,7 milioni di donne e ragazze entro la fine del 2026. È la stima contenuta in una nuova analisi di UN Women, che prende in esame 28 Paesi. Si tratta di uno scenario, non di una previsione. Le ulteriori 11,7 milioni di donne e ragazze rappresenterebbero il 53% dei 22 milioni di persone che, complessivamente, potrebbero trovarsi in condizioni di insicurezza alimentare nei Paesi analizzati, oltre alle 208 milioni di donne e ragazze già in condizioni di insicurezza alimentare o malnutrizione. Le interruzioni dei trasporti attraverso lo Stretto di Hormuz stanno contribuendo, secondo l’analisi, all’aumento dei costi dell’energia, dei fertilizzanti e dei trasporti e, di conseguenza, dei prezzi degli alimenti, con ripercussioni su redditi, mezzi di sussistenza e operazioni umanitarie. I rischi risultano particolarmente concentrati in Paesi come Sudan, Sud Sudan, Haiti, Yemen e Palestina. In Sud Sudan, il numero aggiuntivo di donne e ragazze potenzialmente colpite equivale a circa il 14% della popolazione femminile, mentre in Libano raggiunge quasi il 4%. La condizione femminile sul mercato del lavoro e l’accesso ai servizi finanziari rappresentano ulteriori fattori di vulnerabilità. In Afghanistan e Yemen circa il 95% delle donne è fuori dalla forza lavoro; in Afghanistan, Burkina Faso, Etiopia, Haiti, Mali e Sud Sudan oltre l’80% delle donne occupate si trova in condizioni di lavoro vulnerabile. In Iraq, Libano, Pakistan e Yemen meno di una donna su cinque possiede un conto bancario o di denaro mobile. UN Women chiede una risposta integrata, con aiuti alimentari e finanziari insieme a interventi nutrizionali, di protezione, sostegno al lavoro e all’agricoltura, garantendo alle donne accesso a terra, credito e servizi. L’agenzia sollecita inoltre dati più dettagliati sulla sicurezza alimentare all’interno delle famiglie e risorse destinate alle aree con vulnerabilità multiple. Nel 2026, Anno internazionale della donna contadina, viene sottolineato anche il contributo delle donne ai sistemi agroalimentari. Infine, UN Women richiama alla de-escalation, al rispetto del diritto internazionale e alla ricerca di soluzioni diplomatiche per la pace e la sicurezza regionale e internazionale.