Supplica Madonna di Pompei: mons. Rudelli, “senza una gioiosa serietà la nostra devozione rischia di perdere la sua verità evangelica”

“Chi ha il dono della fede, infatti, non nasconde gli interrogativi e le sconfitte sotto il tappeto, ma continua a cercare e a sperare. Dio comprende le nostre domande e a volte – lo vediamo nella Bibbia – le pone a sé stesso, con noi e per noi”. Lo ha detto, ieri, mons. Paolo Rudelli, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, nell’omelia della messa che ha preceduto la supplica alla Beata Vergine del Rosario di Pompei. È vero, esiste, ha affermato, “chi si organizza per fare il male, chi agisce con prepotenza e sceglie la via distruttiva della prevaricazione. Anche questa vostra terra, pur ricca di straordinaria bellezza, porta il peso di ferite talvolta profonde, oltre che di fatiche quotidiane, alimentate spesso dall’indifferenza e dal rischio della rassegnazione”. Ma “Dio non si rassegna! La Buona Notizia è che, persino dopo avere visto rifiutato e ucciso il proprio Figlio, Dio non si rassegna e ancora ama la sua vigna, la libera dal male, la salva nel perdono”.
Di qui l’invito: “Alziamo, dunque, lo sguardo, cari fratelli e sorelle! Non per presunzione, ma per vocazione a guardare oltre la morte. Chi si avvicina a questo imponentesantuario, in effetti, è portato ad alzare lo sguardo. E, quando lo fa, incontra quella sola parola – Pax – ai piedi della statua della Beata Vergine del Rosario. San Bartolo Longo volle la facciata di questo tempio, infatti, come un monumento alla pace universale”. A quel tempo, “il mondo ancora non sapeva di andare incontro a due Guerre mondiali, alle indicibili tragedie e ai crimini contro l’umanità che hanno sconvolto il XX e l’avvio di questo XXI secolo; ma quella parola – pace – è stata posta e rimane come promessa e inizio di un’altra civiltà, che non cancella le tracce del passato, ma davanti ad esse trova il coraggio della conversione. Sì, carissimi, a partire dalla Pasqua di Cristo, la pace è dono del Risorto che si accoglie nella conversione”.
Facendo riferimento alla vita di San Francesco di Assisi e a quella di San Bartolo Longo, ha osservato che “a un certo punto c’è bisogno di una svolta, perché occorre cominciare sempre da sé stessi affinché cambi il mondo. È un principio di responsabilità che corrisponde alla grazia di Dio, la riconosce e desidera servirla. Senza questa serietà – una gioiosa serietà – la nostra devozione rischia di perdere la sua verità evangelica”.
Sottolineando che tra le invocazioni della supplica c’è la richiesta di “pace per la umana società”, mons. Rudelli ha concluso: “Vorrei ricordare – a questo proposito – l’invito che il Santo Padre ha rivolto a tutta la Chiesa durante il recente viaggio apostolico in Francia: al termine della santa messa al santuario di Nostra Signora di Lourdes, Papa Leone XIV ha esortato tutti i fedeli a pregare il Santo Rosario, con la particolare intenzione, in questo mese di ottobre, che cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia