Per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di san Francesco, ieri la Regione Umbria ha scelto le opere in ceramica realizzate nei laboratori dell’Istituto Serafico per omaggiare il presidente della Repubblica e i presidenti delle Regioni italiane presenti ad Assisi.
Per Mattarella – viene spiegato in un comunicato – i ragazzi hanno realizzato una delle caratteristiche casette in ceramica, simbolo del Serafico, sulla quale è impressa in rilievo l’immagine di un frate; una scelta che richiama insieme l’ispirazione francescana del Serafico e il significato che la ‘Casa di Assisi’ ha per i ragazzi che lo vivono ogni giorno. Ai presidenti di Regione sono stati destinati dei Tau in ceramica, il segno a forma di croce che il Santo scelse come propria firma e che utilizzò nelle lettere e nelle benedizioni, facendone uno dei simboli più riconoscibili della spiritualità francescana.
Il Serafico, centro sociosanitario altamente specializzato nella presa in carico delle disabilità più complesse, è un’opera nata nel 1861, espressione del carisma francescano e di una visione della persona fondata sulla dignità, sull’accoglienza e sulla valorizzazione delle sue capacità. È un’identità che ancora oggi orienta il lavoro della struttura e che trova espressione anche nel modo in cui vengono costruiti i percorsi di cura e di riabilitazione.
“Affidare ai ragazzi del Serafico la realizzazione dei doni destinati al presidente della Repubblica e ai presidenti delle Regioni – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – significa compiere una scelta dal valore profondamente simbolico e concreto. Attraverso queste opere, infatti, l’Umbria porta alle istituzioni il messaggio più autentico della nostra terra: quello di san Francesco, della fraternità, dell’accoglienza e della dignità inviolabile di ogni persona. Le mani, la sensibilità e le capacità dei nostri ragazzi hanno dato forma a un dono che non è soltanto rappresentativo della tradizione della ceramica umbra, ma racconta un percorso di cura, riabilitazione, crescita e partecipazione. È un gesto che rende visibile il valore delle persone con disabilità e la loro piena appartenenza alla comunità, riconoscendone talenti, espressione e possibilità”.
“La scelta della Regione ha un valore che va ben oltre il dono in sé – ha sottolineato Francesca Di Maolo, presidente del Serafico – perché riconosce ai nostri ragazzi un ruolo diverso da quello nel quale troppo spesso siamo abituati a immaginare le persone con disabilità: non soltanto destinatari di cura e di sostegno ma persone capaci di creare, di esprimersi e di offrire il proprio contributo alla comunità. È questo cambio di prospettiva che dobbiamo continuare a costruire”.
Con la consegna al Capo dello Stato e alle istituzioni, dunque, le opere dei ragazzi del Serafico hanno trasformato un dono in una testimonianza viva: quella di un percorso quotidiano in cui la cura e la riabilitazione diventano espressione, dignità e capacità di parlare al Paese intero.