Ampliare l’accesso delle persone con disabilità agli sport nautici, favorendo la partecipazione, l’autonomia personale e, per chi lo desidera, l’avvio di un percorso agonistico paralimpico. È l’obiettivo del Protocollo d’intesa triennale firmato oggi a Roma dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e dalla Lega navale italiana (Lni), rappresentati dai rispettivi presidenti Marco Giunio De Sanctis e Donato Marzano. L’accordo prevede progetti, iniziative e manifestazioni congiunte, con il supporto di tecnici qualificati del Cip, per promuovere vela, canottaggio, canoa e attività subacquee. Protagonista sarà la rete territoriale della Lega navale, composta da 250 sezioni e delegazioni, che punta a diventare un punto di riferimento per lo sport inclusivo. A sostegno delle attività, una flotta di 76 imbarcazioni a vela accessibili, tra Hansa 303 e Malupa, cui si aggiungono le barche confiscate alla criminalità organizzata e restituite alla collettività. Tra le esperienze già avviate figurano i campus Cip-Inail per gli infortunati sul lavoro ad Arona e Savona e i progetti dedicati a giovani e adulti con disabilità in Sicilia. “Il mare è di tutti e la Lega navale italiana lavora ogni giorno perché questo principio diventi una possibilità concreta”, afferma Marzano. Per De Sanctis, gli sport nautici rappresentano “un’importante opportunità per favorire l’autonomia personale, il benessere psicofisico e la partecipazione sociale delle persone con disabilità”. L’intesa punta così a trasformare il primo contatto con il mare in un’opportunità di pratica sportiva continuativa e inclusione.