Magnifica humanitas: Fabris (Univ. Pisa), con l’IA “una privatizzazione della conoscenza”

(Foto SIR)

“È la datificazione del tutto che permette questa assimilazione, questa privatizzazione della conoscenza”. Lo ha detto Adriano Fabris, docente all’Università di Pisa e presidente della Consulta nazionale di filosofia, intervenuto ieri al terzo appuntamento di “CambIAmenti”, il ciclo di webinar con cui l’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali e il Servizio informatico della Cei si interrogano su come custodire l’umano nell’era dell’intelligenza artificiale. Richiamando la “Magnifica humanitas”, che sottolinea come queste piattaforme siano private, il filosofo ha osservato che il sapere viene ormai elaborato “anzitutto e soprattutto da entità artificiali”, che attingono alla conoscenza prodotta dagli esseri umani e depositata in rete. Siamo di fronte, ha avvertito, a “una privatizzazione della conoscenza”, ben diversa dalla scelta di Tim Berners-Lee, che il World Wide Web “non lo ha brevettato” e “l’ha messo a disposizione di tutti”. Oggi invece l’accesso è gratuito solo per le funzioni di base e, quando l’utente corregge e affina le risposte, finisce per addestrare il sistema: “Paradossalmente, dovrebbe essere OpenAI o Anthropic o quello che vogliamo, Meta, a pagare me! Perché sto allenando il programma ulteriormente; invece sono io che lo pago”. Se conoscenze e competenze vengono sottratte, “ci resta il ‘saper essere’”, ha concluso Fabris: “Siamo responsabili della nostra umanità”.

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