“L’allarme lanciato in questi giorni sul tema dell’azzardo dalla Caritas Italiana non può lasciarci indifferenti. Come Consulta nazionale antiusura condividiamo pienamente la preoccupazione emersa dall’incontro con Caritas Italiana e la Campagna Mettiamoci in Gioco: l’azzardo continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sociali del nostro Paese, con conseguenze devastanti per le persone, le famiglie e le comunità più fragili”. Lo dichiara Luciano Gualzetti, presidente della Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II”.
“Oggi assistiamo a un grave e inaccettabile ‘bavaglio informativo’: le istituzioni non condividono in maniera completa e trasparente i dati sul consumo effettivo di gioco d’azzardo, in particolare quelli legati al comparto online e alle dimensioni territoriali e locali”, denuncia Gualzetti, che ricorda: “Ogni giorno le Fondazioni antiusura incontrano cittadini che, a causa del gioco d’azzardo, precipitano nel sovraindebitamento, perdono risparmi, relazioni e prospettive di vita. Dietro i numeri ci sono storie di solitudine, sofferenza e povertà che non possono essere ignorate”.
Per questo “riteniamo indispensabile garantire la massima trasparenza sui dati relativi ai consumi di azzardo, compresi quelli territoriali e quelli riferiti al comparto online. La conoscenza del fenomeno è una condizione essenziale per costruire politiche efficaci di prevenzione, contrasto e cura. Mettere un freno alla diffusione delle informazioni significa indebolire la capacità delle istituzioni, del terzo settore e delle comunità locali di intervenire in modo adeguato”.
È inoltre “necessario superare la contraddizione di uno Stato che favorisce l’incremento dell’offerta di azzardo mentre crescono i costi sociali, sanitari ed economici generati dal Disturbo di gioco d’azzardo patologico. La tutela della salute e della dignità delle persone deve prevalere sulle logiche di profitto”.
È “urgente adottare un rigoroso codice etico sulle donazioni e le sponsorizzazioni da parte delle aziende concessionarie o gestori delle scommesse, rifiutando ogni forma di compromesso o condizionamento che possa anche solo indirettamente legittimare le sale da gioco o le multinazionali del settore. È il momento di serrare le fila, valorizzare e unire le forze di tutte le realtà antiusura, delle associazioni e del terzo settore per un’azione corale soprattutto a livello culturale per smascherare ogni tentativo di normalizzazione dell’azzardo nel nostro paese e una più incisiva tutela delle persone e delle famiglie più vulnerabili”.
La Consulta nazionale antiusura rinnova il “proprio impegno” accanto alla Caritas Italiana, alla campagna “Mettiamoci in gioco” e a tutte le realtà impegnate su questo fronte, conclude Gualzetti, “per promuovere una cultura della responsabilità, rafforzare la prevenzione e sostenere le famiglie colpite. Contrastare l’azzardo non è soltanto una battaglia sociale: è una questione di tutela dei più deboli e di difesa del bene comune”.