“I minori che giocano online spesso non hanno una piena consapevolezza dei rischi a cui sono esposti, perché generalmente quello che accade da parte degli adulti è quello di consegnare uno smartphone, senza sapere il pericolo che si cela all’interno del sistema stesso”. Così Carlo Di Noto, direttore dell’associazione Meter, durante il convegno “Giocarsi la vita. Azzardo e adescamento online”, organizzato dal Copercom a Roma. “Prima di consegnare un sistema si dovrebbe avere una conoscenza per capire quale danno questo sistema potrebbe causare. Spesso i minori non informano i genitori quando vivono situazioni di rischio all’interno della rete per paura che non gli venga più concesso di giocare”. Di Noto ha sottolineato anche i meccanismi alla base dell’adescamento online, che spesso avviene attraverso le piattaforme di gioco: “Le persone che soffrono di dipendenza presentano spesso un forte senso di vuoto, bassa autostima, isolamento sociale. Gli adescatori online individuano queste fragilità e si presentano come l’unica soluzione a quel vuoto: nessuno ti capisce come ti capisco io”. E ha aggiunto: “Attraverso il ricatto emotivo, che è legato alla dipendenza, l’addestratore ne approfitta per farsi inviare il numero di telefono, raccontare abitudini personali, ma anche i materiali come foto e video”.