“Conosciamo veramente quando consentiamo alla realtà di modificare ciò che pensavamo di sapere”. Lo ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, vice cancelliere della Pontificia Accademia delle scienze, nella lectio “Conoscere significa aprirsi alla realtà”, espressione di Papa Leone XIV, con cui ha aperto oggi a Teramo, nella sessione in ricordo del fisico Antonino Zichichi, l’VIII Forum internazionale del Gran Sasso, promosso dalla diocesi di Teramo-Atri con l’Università di Teramo. “L’incontro con il reale non garantisce, da solo, l’apertura al reale”, ha osservato: possiamo sviluppare “modalità molto efficaci per entrare in contatto con ciò che ci contraddice impedendogli, nello stesso tempo, di produrre conseguenze sul nostro modo di pensare”. È quella che il presule chiama “immunizzazione epistemica”: “La parola dell’altro non viene propriamente confutata; viene neutralizzata attraverso la sua spiegazione”. Gli ambienti digitali possono amplificare il fenomeno, “ma sarebbe troppo semplice attribuire alla tecnologia ciò che appartiene a una possibilità assai più antica della conoscenza umana”. Di qui l’invito a passare “dall’apertura come intenzione all’apertura come pratica”. Quando riduciamo l’altro alla categoria in cui lo abbiamo collocato, ha concluso Viganò, “la rigidità epistemica può allora trasformarsi in una forma di ingiustizia: l’altro non viene soltanto conosciuto male, ma gli viene negata la possibilità di eccedere la nostra conoscenza di lui”.