Minneapolis: p. Griffith (parroco) al Sir, “i migranti vivono isolati e impauriti, si nascondono nei bagagliai delle auto”

(Foto AFP/SIR)

“Nelle Twin Cities stiamo vivendo un accumulo di dolore, un trauma collettivo a causa di tanta violenza”. Lo afferma in un’intervista al Sir padre Daniel Griffith, parroco e rettore della Basilica di Saint Mary a Minneapolis, descrivendo le difficoltà della comunità cattolica dopo le recenti uccisioni e le operazioni dell’Ice nei confronti dei migranti. “Ho ascoltato la testimonianza di un uomo che, dopo essere stato in chiesa, si è nascosto nel bagagliaio dell’auto di famiglia per non essere individuato dall’Ice”, racconta il sacerdote, sottolineando che “molte tattiche sembrano pensate per alimentare paura e intimidazione”. I migranti “vivono tra noi da anni, contribuendo al bene comune. Nella stragrande maggioranza sono persone rispettose della legge e membri costruttivi della società. Ora però sono isolati e impauriti”. Per p. Griffith si tratta di un comportamento “evidentemente contrario alla dottrina sociale, che pone al centro la dignità di ogni essere umano”. Dopo l’omicidio di Alex Pretti, la Basilica ha celebrato una messa molto partecipata: “Molti ci hanno espresso gratitudine, anche non cattolici. È stato chiesto loro di portare a casa una candela come segno di preghiera”. Il sacerdote chiede ai leader cattolici “un processo e un’indagine giusti, rigorosi e trasparenti”, ricordando che “la Chiesa insegna che il giusto processo è un diritto naturale”.

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