Pace: mons. Gallagher (Santa Sede), “il diritto è subordinato alla forza e la paura diventa criterio politico”

“Lo scenario che stiamo attraversando non è semplicemente multipolare: è profondamente instabile. Non assistiamo a un ritorno ordinato ai blocchi del passato, ma a una frammentazione in cui le alleanze sono mobili, il diritto è spesso subordinato alla forza e la paura diventa criterio politico”. È quanto sottolinea mons. Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, in un’intervista al Sir in occasione della Giornata mondiale della pace. “Lo vediamo chiaramente in Ucraina, in Medio Oriente, nel Mar Rosso, nello Sahel e in altre parti del mondo”, evidenzia il presule britannico. “Papa Leone XIV ha messo in guardia da una forma di diffusione del sentimento di impotenza che in realtà è una resa: quando si considera inevitabile ciò che è frutto di scelte umane, si perde lucidità”, prosegue mons. Gallagher. “In questo quadro, la Santa Sede non si propone come un attore geopolitico tra gli altri, ma come una coscienza critica del sistema internazionale, è la sentinella nella notte che vede già l’alba, che richiama alla responsabilità, al diritto e alla centralità della persona”, spiega. “La sua credibilità come mediatrice nasce dal rifiuto di accettare la guerra come normalità e dalla capacità di restare fermamente ancorata alla dignità delle persone e dei popoli coinvolti”, conclude.

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