“Nel periodo della Guerra fredda, la deterrenza nucleare veniva ammessa a volte come misura di equilibrio provvisoria, mentre ci si sforzava a lavorare, in modo concertato, in favore di un progressivo disarmo. Sono poi state siglate varie convenzioni internazionali mirate a limitare la proliferazione delle armi di distruzione di massa, e in particolare delle armi nucleari. Tale sforzo è rimasto purtroppo incompiuto”. Lo afferma mons. Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, in un’intervista al Sir in occasione della Giornata mondiale della pace. Il presule britannico sottolinea: “Mi sembra degno di nota il fatto che, con il diminuire dell’impegno per il disarmo e la pace, si sia persa di vista anche la lotta alla fame, alla povertà, alle migrazioni forzate, nonché la promozione dei diritti fondamentali della persona umana”. “In effetti, la vera pace non è frutto solo del disarmo, ma si basa sulla fiducia e le relazioni pacifiche tra i popoli. Solo la vera pace garantisce una sicurezza integrale, la quale non si riduce a questioni meramente militari”, prosegue mons. Gallagher. “Non possiamo rassegnarci a una logica puramente contrappositiva, in cui il rapporto tra i popoli rischia di chiudersi nella paura dell’altro e quindi nel dominio della forza”, conclude, richiamando “un dialogo ‘umile e perseverante’ come ci esorta Papa Leone XIV”.