Giornata del Ringraziamento: mons. Pavanello (Adria-Rovigo), “il frutto del lavoro agricolo deve fare i conti con fenomeni metereologici imprevedibili”

“Fiducia, affidamento, speranza: sono questi gli atteggiamenti che la Parola ci suggerisce questa mattina, atteggiamenti che bene si intonano con il ringraziamento che vogliamo esprimere a Dio per la stagione agricola che si è conclusa”. Lo ha detto ieri il vescovo di Adria-Rovigo mons. Mons. Pierantonio Pavanello,  nell’omelia alla messa celebrata in occasione della Giornata provinciale del ringraziamento organizzata dalla Coldiretti a Villanova Del Ghebbo. “Nell’attività di chi coltiva la terra infatti – ha proseguito il vescovo – questi atteggiamenti sono connaturali: anche oggi nonostante l’applicazione di mezzi tecnologici sempre più sofisticati il frutto del lavoro agricolo non dipende solo dalle capacità del coltivatore e dai mezzi di chi dispone ma deve fare i conti con i fenomeni metereologici, con le loro variabili imprevedibili. Il gesto stesso del seminatore che getta nel solco la semente rappresenta un affidarsi, un rimettersi ad una Provvidenza che viene dall’alto”. “Ogni volta che un contadino semina, il cielo viene sulla terra”, dice il messaggio dei vescovi italiani per la Festa del Ringraziamento di quest’anno. “E’ importante tenere viva questa consapevolezza”, ha detto il vescovo Pavanello, “che oggi, vivendo in una cultura segnata dalla tecnologia e dalla scienza rischiamo di perdere. E’ da questa consapevolezza infatti che può nascere e consolidarsi quella speranza di cui abbiamo bisogno per continuare e sviluppare l’attività di coltivazione dei campi così necessaria per la vita dell’uomo e della società”. “Mettiamo sull’altare assieme ai frutti del lavoro di quest’anno”, cponclude Pavanello, “il proposito di un impegno e di una responsabilità rinnovati, da cui nasca una speranza per la nostra società e soprattutto per le generazioni che ci seguono”.

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