Apsa: mons. Galantino (presidente), “soldi palazzo di Londra rientrati a Obolo San Pietro”

“Il Papa ha affidato all’Apsa il compito di vendere, di liberarci di quel bene che era stato fonte di questo scandalo che certamente non ha fatto assolutamente bene alla Chiesa”. Lo dice mons. Nunzio Galantino, presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, spiegando in un’intervista a Vatican News i dati principali del bilancio 2021. E il presule ha fatto riferimento alla nota vicenda del palazzo di Londra. “È ovvio – spiega – che per poter vendere il palazzo di Londra ci sono state tante operazioni da fare proprio perché intorno a quel palazzo c’erano delle operazioni non proprio chiare, diciamo con un eufemismo, tant’è che è in corso un processo, non solo per il palazzo di Londra ma anche per altre operazioni che sono state fatte. Questo lavoro ha portato via veramente tante energie. Grazie a Dio, finalmente ci siamo liberati del palazzo di Londra e i soldi che sono stati ricavati sono rientrati all’Obolo di San Pietro”.
Mons. Galantino ha poi rivelato “l’altra attività che ha tenuto impegnato fino a questi giorni l’Apsa, insieme ad altri enti, soprattutto alla Segreteria per l’Economia”, cioè il salvataggio dal fallimento dell’Ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina. “Finalmente si è riusciti, attraverso anche un’intesa con la Fondazione Policlinico Gemelli, a fare un’operazione che è costata veramente tanta fatica, tanti incontri, tante intese, tanti impegni, per poter salvare questa realtà che era il fiore all’occhiello della sanità cattolica”. “Il Papa voleva che questo ospedale non uscisse dal circuito delle strutture sanitarie cattoliche. Perché? Non per mania di possesso ma perché – come dice il Santo Padre nel chirografo con il quale ha creato la Fondazione per la sanità cattolica che io stesso presiedo – essendo un’eccellenza, era giusto che non andasse dispersa, che non venisse soltanto utilizzata dai privati, ma che rimanesse invece, fedele al carisma, a ciò che aveva voluto il fondatore, un bene a servizio di tutti, veramente di tutti”. “È chiaro che l’impegno dell’Apsa e degli altri enti della Santa Sede si giustifica unicamente per questo, cioè per permettere a tutti, anche agli ultimi, di potersi giovare di una struttura di specializzazione con la collaborazione adesso altamente qualificata del Gemelli”, conclude il presidente.

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