Porto Rico: vescovi dopo il terremoto, “abbraccio a tutto il popolo”. Colletta in ogni diocesi

“Noi vescovi della Conferenza episcopale portoricana esprimiamo a tutto il nostro popolo un abbraccio di comunione paterna e solidale davanti alla situazione di dolore e paura che viviamo per gli effetti devastanti dell’onda sismica, che stiamo affrontando dal 28 dicembre 2019 fino a ora”. Lo scrive in una nota la Commissione permanente della Conferenza episcopale portoricana, guidata da mons. Rubén A. González Medina, vescovo di Ponce, annunciando una colletta in ogni diocesi di Porto Rico e l’impegno della Caritas per gli aiuti e la ricostruzione. I vescovi invitano “alla calma”: “Agiamo con quanta più diligenza possibile per affrontare questi eventi sismici e le loro conseguenze con prudenza e la preparazione necessaria in queste circostanze avverse”.
Nella nota si fa il punto della situazione, dopo la più forte scossa, tra le tante avvertite in queste settimane, che si è verificata martedì scorso nel sud dell’isola, che è territorio incorporato agli Stati Uniti d’America (il provvisorio bilancio riporta la morte di una persona e circa 350 sfollati). Di conseguenza, la regione che ha subito gli effetti più devastanti e dannosi è la costa meridionale di Porto Rico, in particolare le città di Ponce, Peñuelas, Guayanilla, Yauco e Guánica. “Ci sono molteplici danni e persino distruzione in residenze, varie strutture e proprietà. Tra questi, danni alla chiesa cattedrale di Nostra Signora di Guadalupe a Ponce e la distruzione della chiesa dell’Immacolata Concezione di Guayanilla. Per questo, invitiamo le nostre persone a essere vicine, collaborare e aiutarsi a vicenda il più possibile, soprattutto considerando il grande numero di persone vulnerabili: bambini, anziani, malati, tra i tanti”.
Nella nota si chiede ai parroci e leader religiosi di promuovere veglie di preghiera per il benessere e la protezione della popolazione. “Non possiamo paralizzarci e neppure essere vittime del timore”, l’invito dei vescovi. I fenomeni sismici, in questa regione, vengono definiti “normali”, ma essi “vanno affrontati con buonsenso, prudenza, rispetto, ma anche con la massima preparazione che le circostanze ci consentono”. Ieri la Chiesa e la popolazione di Porto Rico hanno ricevuto anche la solidarietà, espressa in una nota, della Conferenza episcopale messicana.

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