Aprire le Commissioni episcopali a membri non vescovi – trasformandole in “Commissioni ecclesiali” – e rivedere le relazioni tra la Cei e le Conferenze episcopali regionali. Sono due degli interventi strutturali che la Conferenza episcopale italiana (Cei) si impegna a esplorare in “Radicati e costruiti in Cristo”, le linee di orientamento del Cammino sinodale. La quarta e quinta priorità del documento sono dedicate agli aspetti strutturali della vita ecclesiale, riconoscendo che alcuni di essi “non rispondono più alle necessità della vita reale delle nostre Chiese o possono essere addirittura di ostacolo alla missione”. Sul fronte dei beni materiali, la Cei avverte che il rischio è quello di fare delle strutture “quella zavorra di cui il Signore invita a disfarsi, per essere davvero liberi di annunciare il Vangelo”. Nei prossimi anni si chiede “tutta la parresia e la competenza disponibili per immaginare modi nuovi di gestire e amministrare le strutture esistenti”, in particolare quelle di cui si ha un esubero che distoglie i preti dall’annuncio. Il testo richiama le proposte del Documento di sintesi, chiedendone “la massima attenzione e una pronta attuazione”. L’obiettivo non è “cancellare il passato o inventare nuove strutture”, ma “creare le condizioni idonee per coniugare la trasmissione della fede con le attese degli uomini e delle donne di oggi”.