Salute: Fioroni (Gemelli), “prendersi cura della vita morente è un obbligo morale”

“Io mi prendo cura”. È questo il tema della XXV Giornata nazionale del Sollievo che si è celebrata ieri al Policlinico Universitario A. Gemelli. Un pomeriggio di confronto, testimonianze e linguaggi diversi per ribadire che prendersi cura non significa soltanto guarire, ma accompagnare, ascoltare, alleviare e riconoscere la persona anche nella fragilità della malattia. L’iniziativa, inserita nel calendario degli eventi “Non lasciamo nessuno solo”, è stata promossa da Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti Onlus, in collaborazione con MediCinema Italia. “Prendersi cura dei sani è importante – ha spiegato Giuseppe Fioroni, vicepresidente della Fondazione del Policlinico Gemelli -; prendersi cura dei malati è più complesso; prendersi cura della vita nascente e della vita morente significa entrare nel cuore della dignità della persona umana. Per noi questo non è soltanto un compito assistenziale: è un obbligo morale, un indirizzo etico”. Durante l’incontro è stato presentato il progetto Violet, che mira a promuovere percorsi integrati di prevenzione, benessere e supporto alle terapie, con l’obiettivo di accompagnare le pazienti oncologiche lungo l’itinerario di cura, prestando attenzione non solo alla malattia, ma anche alla vita quotidiana, al corpo, alle relazioni, alla femminilità e ai bisogni della donna nella sua interezza.

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