Associazioni: Anfn, “La forza del più. Famiglie che generano futuro” il tema dell’incontro nazionale

(Foto Anfn)

La famiglia numerosa? Non è “sottrazione di attenzioni”, ma “moltiplicazione di stimoli”. È “anche un asset economico: le competenze maturate in casa da figli e mamme sono esattamente ciò che il mercato del lavoro ed il Paese cercano. Valori pedagogici ed economici che la politica è chiamata a trasformare in riforme strutturali. Intorno a questi concetti ruoterà l’assemblea nazionale delle famiglie numerose, in programma da domani – sabato 30 maggio – a martedì 2 giugno al Villaggio San Pellegrino a Misano Adriatico (Rimini). A spiegarlo è l’Associazione nazionale famiglie numerose, in vista dell’assemblea.
Tema scelto per l’assemblea: “La forza del più. Famiglie che generano futuro”. È la senese Sofia Buratti l’ideatrice del logo scelto per questa assemblea: “Il logo e il tema sono nati insieme, quasi simultaneamente. Mentre ragionavamo sul concetto di ‘plus’ — il valore aggiunto, l’abbondanza — il logo si formava nella mia testa come sua traduzione visiva. L’idea centrale è semplice. La famiglia numerosa non è un minus…. meno tempo, meno attenzioni, meno risorse. È un surplus, una somma. È un valore aggiunto, per noi genitori, per i figli, per la società intera. E il logo racconta questo: rappresenta una famiglia con quattro figli, dove i figli stessi sono il segno più. Sono loro il valore aggiunto, visibile, incarnato. I genitori invece sono le parentesi. Non è un caso. Le parentesi in matematica ordinano, danno importanza al contenuto. I confini non limitano, contengono e liberano come un abbraccio… permettendo ai figli di dare il meglio di sé e di diventare persone mature, libere e vere”.
Ma, avverte Buratti, “attenzione: il plus non è solo dei figli. Anche noi genitori abbiamo un plus da donare. I nostri figli non sono arrivati per caso. Sono una scelta. Una scelta coraggiosa, generosa e responsabile. Ognuno di noi, con tutti i suoi limiti e paure, aveva un sur-plus dentro di sé chiamato vita, e abbiamo deciso di donarla. Non è un merito, è un dono. Questo è il logo. Questo siamo noi”.

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