“Quanto avvenuto è un’evidente espressione del disagio giovanile che purtroppo interessa il Serpentone di Corviale”. Lo ha dichiarato mons. Stefano Sparapani, vescovo ausiliare di Roma, intervenendo sugli atti vandalici compiuti presso la parrocchia di San Paolo della Croce, nel quartiere di Corviale, nella periferia occidentale di Roma. Il presule ha invitato a non fermarsi allo scandalo del gesto in sé, ma a coglierne le cause più profonde: dietro la profanazione di uno spazio sacro, ha sottolineato, “si celano storie di giovani che crescono in un contesto difficile, segnato da decenni di degrado urbano e mancanza di prospettive”. “La parrocchia, proprio perché colpita, rimane forse il luogo più adatto per trasformare questo episodio in un’occasione di dialogo e di recupero”, ha concluso mons. Sparapani. Il Vicariato di Roma ha ritenuto necessario rettificare alcune inesattezze diffuse dalla stampa: l’aula liturgica non è stata contaminata da feci umane, rinvenute esclusivamente nei bagni del complesso parrocchiale. Sull’altare è stato rovesciato un candelabro con olio, che ha imbrattato la tovaglia liturgica, sulla quale è stato tracciato uno scarabocchio a penna; è stato inoltre danneggiato il vetro di una piccola immagine della Madonna e alcuni locali del catechismo sono stati imbrattati. Il Vicariato precisa inoltre che il sacerdote Giacobbe Elia, che ha rilasciato dichiarazioni inesatte sull’episodio, non è incardinato nella diocesi di Roma e non riveste alcun incarico di esorcista.