Pentecoste: mons. Gambelli (Firenze), “il cammino sinodale sta dando frutti più di quanto noi riusciamo a vedere e a percepire”

“Il cammino sinodale sta dando frutti più di quanto noi riusciamo a vedere e a percepire. Membra diverse e lontane fra loro si fanno vicine e solidali”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli, nell’omelia pronunciata in cattedrale nella solennità di Pentecoste. “La Provvidenza di Dio – ha rilevato il presule – ha voluto che la data della nostra assemblea diocesana coincidesse con quella della solennità di Pentecoste. La celebrazione eucaristica, a conclusione di questa giornata, ci permette di esprimere ora nel modo più bello e significativo il nostro ringraziamento per i doni che il Signore ci ha concesso in questo anno pastorale, non ultimo quello dei ministri (lettori, accoliti, catechisti) che saranno istituiti tra poco”.
Commentando le letture offerte dalla liturgia, l’arcivescovo ha individuato “tre immagini per esprimere la bellezza del dono dello Spirito Santo, che potremmo associare alla tre parole del titolo della nostra assemblea: ‘Insieme, corresponsabili per la missione’”. La prima – ha spiegato – “è quella dell’acqua che disseta”. “Lo Spirito come acqua che lava e disseta – ha proseguito – ci permette di vivere come membra di un unico corpo: proporzionate e armoniche fra loro e di essere così insieme. È interessante osservare che questa unità del corpo sia da intendere come il risultato di un processo”. E, come esempio concreto, ha portato quello degli animatori di una parrocchia della Valdelsa che aiuteranno quelli di una parrocchia del Vicariato di Porta alla Croce di Firenze per un campo estivo: “un esempio davvero interessante – ha commentato mons. Gambelli – di apertura alla creatività dello Spirito Santo che ci fa crescere verso un solo corpo”. La seconda immagine è “quella del soffio che troviamo nel Vangelo di Giovanni”. “L’idea che si vuole trasmettere – ha precisato – è quella di una nuova creazione realizzata per mezzo del dono dello Spirito, che ci trasforma interiormente. Anche noi oggi abbiamo bisogno del dono del soffio dello Spirito che ci faccia rivivere trasformandoci da collaboratori in corresponsabili”. Infine, l’immagine “del fuoco, associata alla missione”. “Il fuoco dello Spirito – ha osservato – ci rivela l’amore di Dio sempre più grande del nostro cuore e ci permette di essere missionari, sentendoci tutti coinvolti affinché nessuno si senta escluso dalla sua misericordia”.

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